La giacca dimenticata
LA GIACCA DIMENTICATA L’aria di novembre a Napoli aveva un sapore gelido e metallico, mischiato al sentore lontano del mare e all’umidità dei vicoli. Lorenzo stringeva il manubrio del suo vecchio scooter, che tossiva fumo azzurrognolo a ogni accelerata. Le strade erano quasi deserte; le luci dei lampioni tremolavano sulle facciate scrostate dei palazzi, come occhi stanchi e indifferenti. Lungo il percorso che costeggiava il Cimitero di Poggioreale, il vento portava con sé un fruscio di foglie secche e il lontano rumore delle campane della città. Mentre passava davanti al grande cancello monumentale, un suono improvviso lo fece gelare. Era sottile, quasi un sussurro: «Mi aiuti… per favore.» Lorenzo frenò di colpo. Spense il motore. Il silenzio si richiuse su di lui come una porta pesante, amplificando il battito del suo cuore. La voce proveniva dall’interno del cimitero, da dove le ombre sembravano più fitte e profonde. Avanzò a piccoli passi verso il cancello in ferro battuto, le mani ...